A Casoria, in provincia di Napoli, abbiamo realizzato l’impianto di aria compressa di un’officina industriale: sala compressori e rete di distribuzione, dal dimensionamento all’avviamento.
L’esigenza
In un’officina l’aria compressa non è un accessorio: alimenta gli avvitatori, le attrezzature pneumatiche, i banchi di lavoro. Se si ferma il compressore non si ferma una macchina — si ferma il reparto.
Il secondo problema è la qualità dell’aria. Aria umida significa condensa nelle tubazioni, ruggine negli utensili e usura accelerata di tutto ciò che sta a valle. Sono guasti che non arrivano subito: arrivano dopo due anni, e sembrano casuali.
Cosa abbiamo realizzato: l’impianto di aria compressa di Casoria
- 2 compressori a vite ABAC SPINN — lavorano in alternanza: uno produce, l’altro resta disponibile. Nessun fermo se una macchina va in manutenzione
- Essiccatore a refrigerazione ABAC COOL — toglie l’umidità prima che entri in rete
- 2 serbatoi verticali di accumulo — il polmone che assorbe i picchi di richiesta ed evita che i compressori partano e si fermino di continuo
- Gruppo di filtrazione in linea con scarico della condensa
- Rete di distribuzione in tubazione dedicata lungo le pareti, con gli stacchi sulle postazioni di lavoro
- Quadri e collegamenti elettrici, fino all’avviamento e al collaudo
Perché ABAC: una scelta tecnica, non commerciale
Un compressore in officina non lavora come un compressore da hobbistica. Sta acceso tutte le ore in cui il reparto lavora, parte e riparte, scalda, aspira l’aria dell’ambiente in cui si trova. È una macchina sotto stress continuo, e su una macchina così contano tre cose.
Che regga. Non la potenza di targa, ma il comportamento nel tempo, quando il ciclo di lavoro è pesante e costante.
Che i ricambi si trovino. Una macchina eccellente con sei settimane di attesa per un componente è una macchina ferma per sei settimane.
Che l’assistenza arrivi. È la parte che fa davvero la differenza, e non dipende dal costruttore: dipende da chi ha installato l’impianto e da come è organizzato per intervenire.
I compressori e l’essiccatore li costruisce ABAC. L’impianto — il dimensionamento, la rete, i serbatoi, la filtrazione, i collegamenti, l’avviamento — è realizzato da FM2, e l’assistenza tecnica è la stessa struttura che lo ha montato: non deve ricostruire da capo com’è fatto.
Il lavoro che non si vede
Di un impianto di aria compressa si vedono i compressori e i serbatoi. Il resto è la rete: dove passa, con che diametro, con che pendenza, dove sono gli stacchi e dove si scarica la condensa.
È la parte che nessuno guarda e che decide tutto. Una rete sottodimensionata fa perdere pressione all’estremità della linea: l’ultimo avvitatore lavora peggio del primo, e nessuno capisce perché. Una rete senza pendenza e senza scarichi manda acqua negli utensili. Un serbatoio nel posto sbagliato fa partire e fermare i compressori in continuazione, e li consuma.
Chiavi in mano: cosa significa
Significa un solo interlocutore dal sopralluogo al collaudo. FM2 ha dimensionato l’impianto sui consumi reali dell’officina, fornito e installato i componenti, realizzato la rete e i collegamenti elettrici, avviato e collaudato. Poi resta: la manutenzione programmata e gli interventi urgenti li fa la stessa azienda, con le officine mobili.
Domande frequenti
Come si sceglie il compressore giusto per un’officina?
Non dal prezzo di listino e nemmeno dalla potenza più alta. Si parte dai consumi reali: quante attrezzature lavorano insieme, per quante ore al giorno, con quali picchi. Da lì si ricava la portata necessaria e la dimensione dell’accumulo. Poi contano due criteri pratici che non compaiono nelle schede tecniche: quanto è reperibile la ricambistica e quanto è rapida l’assistenza sul territorio. Una macchina ferma in attesa di un pezzo costa molto più della differenza di prezzo iniziale.
Perché installare due compressori invece di uno più grande?
Per continuità. Con due macchine che si alternano, la manutenzione di una non ferma il reparto e un guasto non blocca la produzione. In più si lavora meglio sui carichi variabili: nelle ore di richiesta bassa lavora una sola macchina, senza far girare a vuoto un compressore sovradimensionato. Il dimensionamento delle due macchine si fa sui consumi reali, non raddoppiando a occhio.
A cosa serve l’essiccatore in un impianto di aria compressa?
L’aria aspirata contiene umidità che, comprimendosi, condensa dentro le tubazioni. L’essiccatore la rimuove prima che entri in rete. Senza, l’acqua arriva agli utensili e alle attrezzature: ruggine, usura accelerata, e nelle lavorazioni di verniciatura difetti sulle superfici. È un componente che non si nota finché manca, e i danni che evita si vedono solo negli anni.
Ogni quanto va fatta la manutenzione di un compressore a vite?
Dipende dalle ore di funzionamento più che dai mesi trascorsi: il riferimento sono le ore indicate dal costruttore per il cambio dell’olio, dei filtri e del separatore. In un’officina che lavora a pieno ritmo si arriva alle soglie molto prima di quanto si immagini. Per questo conviene una manutenzione programmata sulle ore reali, con un unico referente che tiene il registro degli interventi.
Devi realizzare o rifare l’impianto di aria compressa della tua officina?
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