Nella zona industriale di Pisa, in via Granuccio, abbiamo realizzato l’impianto di aspirazione dei gas di scarico di un’officina: bracci aspiranti sulle postazioni, canalizzazioni lungo tutta la campata e camini di espulsione in facciata.
L’esigenza
In un’officina il motore si accende di continuo: per spostare un mezzo, per una diagnosi, per un collaudo dopo l’intervento. Ogni accensione dura pochi minuti, ma avviene a portone chiuso, in un ambiente in cui le stesse persone lavorano tutto il giorno.
I gas di scarico non si vedono e si diluiscono in fretta: è esattamente questo che li rende facili da sottovalutare. La soluzione tecnica non è ventilare di più l’ambiente, ma catturarli dove nascono, allo scarico del veicolo, prima che si diffondano.
Cosa abbiamo realizzato
- Bracci aspiranti articolati — si posizionano a mano sullo scarico e restano fermi dove servono, senza dover essere sostenuti
- Avvolgitubo per gas di scarico sulle postazioni di lavoro: il tubo si tira quando serve e si riavvolge quando non serve, liberando il pavimento
- Unità di aspirazione a parete per le diverse zone di lavoro
- Canalizzazioni zincate in quota, che raccolgono le riprese e le portano verso l’esterno
- Camini di espulsione in facciata, con terminale antipioggia
Il lavoro che non si vede
Di questo impianto, a lavoro finito, si vedono i bracci e gli avvolgitubo. Tutto il resto sta sopra la testa: la rete di canalizzazioni corre lungo la campata a diversi metri di altezza, ed è la parte che decide se l’aspirazione funziona davvero su tutte le postazioni o solo su quella più vicina al ventilatore.
È anche la parte più impegnativa da montare: quasi tutta l’installazione è stata eseguita in quota, su piattaforma aerea, con la struttura dell’edificio già finita. A Pisa il montaggio è stato completato prima che l’officina entrasse in funzione, condizione che ha permesso di lavorare senza interferire con l’attività.
Perché l’aspirazione localizzata
Ventilare genericamente un capannone significa muovere enormi volumi d’aria — e d’inverno buttare fuori tutto il calore. L’aspirazione localizzata fa il contrario: intercetta l’inquinante alla fonte, con portate molto più contenute. Costa meno da far funzionare e protegge meglio chi sta vicino al veicolo, che è poi la persona più esposta.
Domande frequenti
Come funziona l’aspirazione dei gas di scarico in officina?
Un tubo flessibile viene collegato o avvicinato allo scarico del veicolo. Un ventilatore aspira i gas e li convoglia in una rete di canalizzazioni che li porta all’esterno, dove vengono espulsi attraverso un camino. Il principio è catturare l’inquinante alla fonte, prima che si diffonda nell’ambiente in cui si lavora.
Meglio bracci aspiranti o avvolgitubo?
Rispondono a esigenze diverse e spesso convivono nello stesso impianto, come qui. Il braccio articolato si posiziona e resta fermo da solo: comodo dove il veicolo sta fermo a lungo nella stessa posizione. L’avvolgitubo offre più lunghezza utile e si ritira completamente quando non serve: adatto alle postazioni dove si lavora anche a terra e il tubo darebbe fastidio.
Si può installare in un’officina già in attività?
Sì. Gran parte del lavoro riguarda le canalizzazioni in quota e l’attraversamento della parete per i camini, quindi si può organizzare per fasi, concentrando gli interventi più invasivi nei momenti di fermo. Realizzarlo prima dell’avvio, come in questo caso, resta comunque la condizione più comoda e più rapida.
FM2 si occupa solo di impianti di autolavaggio?
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